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Guida

Esami integrativi: come funzionano con le nuove regole

Cambiare indirizzo alle superiori è più comune di quanto si pensi: un liceo che si rivela troppo teorico, un tecnico che non corrisponde alle aspettative. Nel 2025 e nel 2026 le regole sui passaggi sono state riscritte. Questa guida spiega quando il cambio avviene senza esame, quando serve l'esame integrativo e come si organizza.

Il nuovo quadro normativo

Il D.L. 127/2025 ha riscritto l'art. 1, c. 7, del D.Lgs. 226/2005, la norma sui passaggi tra percorsi del secondo ciclo. Le modalità operative le ha fissate l'O.M. 7 agosto 2026, n. 163, trasmessa alle scuole con la nota MIM prot. n. 161740 dell'11 settembre 2026.

Fino al 2024/25 gli integrativi seguivano il D.M. 5/2021, che dal 2025/26 non si applica più. La logica nuova si riassume in una distinzione: nel primo biennio si cambia con un colloquio, dal terzo anno serve un esame.

Primo biennio: il cambio senza esame

Chi frequenta il primo o il secondo anno può chiedere di passare alla classe corrispondente di un altro percorso o indirizzo. Le regole principali:

  • la richiesta va presentata entro il 31 gennaio, termine che la nota di trasmissione definisce perentorio;
  • la domanda si rivolge al dirigente della scuola scelta, informando la scuola frequentata;
  • la scuola ricevente svolge un colloquio orientativo, che non è selettivo;
  • la scuola organizza interventi didattici integrativi per colmare le differenze di programma.

Per l'anno in corso: 31 gennaio 2027. Chi è promosso alla fine del primo anno, oppure non è stato ammesso alla terza, può essere inserito in un altro indirizzo senza esame integrativo (art. 1 dell'O.M. 163/2026).

Dal terzo anno: quando serve l'esame

L'art. 2 dell'ordinanza individua chi deve sostenere l'esame integrativo:

  • gli studenti promossi a partire dal secondo anno, che vogliono entrare nella classe successiva di un altro indirizzo;
  • gli studenti non ammessi a partire dal terzo anno.

L'esame riguarda le materie, o le parti di materia, che non coincidono tra il percorso di provenienza e quello di arrivo. Si svolge presso la nuova scuola, in una sessione unica che deve chiudersi prima dell'inizio delle lezioni. Il calendario lo decide il dirigente e la commissione è composta da almeno tre docenti. Serve almeno 6/10 in ogni disciplina.

Un limite da conoscere: dopo il primo biennio non è ammesso il passaggio da un percorso quinquennale a uno quadriennale (art. 3).

Esempi di passaggio

SituazioneCosa prevedono le regole
Studente in prima al liceo che vuole un tecnicoRichiesta entro il 31 gennaio, colloquio, nessun esame
Promosso in seconda che vuole iniziare la seconda in un altro indirizzoInserimento senza esame integrativo
Promosso alla terza che vuole la terza di un altro indirizzoEsame integrativo sulle materie non coincidenti
Non ammesso alla terzaInserimento in un altro indirizzo senza esame integrativo
Non ammesso alla quarta che cambia indirizzoEsame integrativo

La nota di trasmissione contiene altri esempi tra licei, tecnici e professionali: la scuola ricevente è il riferimento per il caso concreto.

Come preparare il passaggio

Che serva un colloquio o un esame, il cambio di indirizzo funziona meglio se è preparato con metodo:

  1. Confronta i piani di studio. Le differenze tra indirizzi stanno nelle materie e nelle ore. Nelle nostre schede sugli indirizzi di studio trovi il quadro orario di licei, tecnici e professionali.
  2. Scegli la scuola di arrivo. È lei a ricevere la domanda, a fare il colloquio o l'esame e a organizzare gli interventi integrativi.
  3. Chiedi i programmi. Per l'esame integrativo servono l'elenco delle materie non coincidenti e i contenuti richiesti per ciascuna.
  4. Informa la scuola frequentata. La nota di trasmissione prevede che la scuola di provenienza sia informata della richiesta.
  5. Pianifica lo studio. Per chi deve sostenere l'esame, l'estate tra lo scrutinio e l'inizio delle lezioni è il periodo in cui si concentra la preparazione.

Il regime transitorio

L'ordinanza si applica dalla pubblicazione sul sito del Ministero, avvenuta l'11 settembre 2026. Poiché è uscita a ridosso dell'inizio delle lezioni, la nota prevede una deroga: solo per il 2026/27, gli esami integrativi possono svolgersi fino al 30 settembre 2026. Dal 2027/28 torna la regola ordinaria della sessione unica prima delle lezioni.

Per il 2025/26 l'ordinanza non era ancora stata emanata: i passaggi di quell'anno si sono svolti con le regole applicate allora dalle singole scuole.

Integrativo o idoneità?

I due esami vengono confusi spesso. L'integrativo serve a cambiare indirizzo restando nello stesso anno di corso. L'idoneità serve ad andare avanti di uno o due anni rispetto all'ultima ammissione. Se vuoi confrontarli con l'esame preliminare della maturità, c'è una guida dedicata alle differenze tra idoneità, integrativi e preliminari.

Per il quadro generale e le domande dei genitori vedi la pagina sugli esami integrativi per cambiare indirizzo. Se il cambio nasce da una bocciatura, parti dalla pagina bocciato: cosa fare.

Domande frequenti

No, se il passaggio avviene nel primo biennio. Lo studente di prima o di seconda chiede il cambio entro il 31 gennaio alla scuola scelta, sostiene un colloquio orientativo non selettivo e segue gli interventi integrativi. Anche chi è promosso alla fine della prima può iniziare la seconda in un altro indirizzo senza esame.

L'esame riguarda le materie non coincidenti tra il vecchio e il nuovo percorso. L'elenco preciso, con i programmi, lo comunica la scuola che riceve lo studente, che fissa anche il calendario. La commissione è composta da almeno tre docenti della nuova scuola.

Per superarlo serve almeno 6/10 in ogni disciplina. L'ordinanza, nelle parti riassunte qui, non descrive in dettaglio le conseguenze di un esito negativo: chiedi per iscritto alla scuola ricevente e a quella di provenienza come verrebbe gestita l'iscrizione in quel caso, prima di sostenere le prove.

Nel primo biennio il termine del 31 gennaio è perentorio, come chiarisce la nota di trasmissione dell'ordinanza: dopo quella data la richiesta per l'anno in corso non rientra più nella procedura senza esame. Si può programmare il passaggio per l'anno successivo, con le regole della classe di arrivo: colloquio se si resta nel biennio, esame integrativo dal terzo anno.