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Per chi

Diploma italiano per chi vive all'estero

Famiglie che si trasferiscono per lavoro, ragazzi che hanno frequentato un anno o più in un'altra nazione, adulti emigrati che vogliono completare gli studi: le situazioni sono molte. Le regole italiane distinguono due casi, chi vuole ottenere il diploma italiano restando fuori e chi rientra e deve essere inserito in una classe. Li vediamo separatamente.

Cosa conviene sapere

  • Le domande per la maturità da candidato esterno seguono le scadenze nazionali dell'anno scolastico.
  • Gli esami si sostengono in presenza: considera tempi e costi degli spostamenti.
  • Se hai studiato in un sistema scolastico straniero, il riconoscimento degli studi segue procedure specifiche da verificare con la scuola.

Preparare la maturità vivendo fuori dall'Italia

Lo studio si può fare ovunque, ma gli esami no. Il D.Lgs. 62/2017 (art. 14) prevede che la domanda del candidato esterno vada all'Ufficio scolastico regionale, che assegna il candidato a una scuola statale o paritaria del comune di residenza o, in mancanza, della provincia o della regione. Gli esami si sostengono quindi in presenza, in una scuola italiana.

La domanda si presenta online dal 12 novembre al 12 dicembre 2026 (data stimata, in attesa della nota MIM). Per accedere al portale servono SPID, CIE oppure un'identità digitale europea eIDAS, utile per chi risiede in un altro Paese dell'Unione. Oltre ai requisiti di età o di anni dalla licenza media, servono la partecipazione alle prove INVALSI e la formazione scuola-lavoro: tieni conto che richiedono passaggi da organizzare in Italia. La procedura completa è nella pagina sulla maturità da privatista.

Esame preliminare e viaggi da programmare

Chi non ha la promozione all'ultimo anno sostiene l'esame preliminare, sulle materie degli anni mancanti e dell'ultimo anno, presso la scuola assegnata. Il periodo è questo: dal 1 maggio al 31 maggio 2027 (data stimata, in attesa della nota MIM). Poi viene la maturità, a giugno.

Per chi vive lontano significa almeno due periodi di permanenza in Italia, più eventuali passaggi per le prove INVALSI. Prima di iscriverti a un percorso di preparazione, calcola viaggi e alloggio insieme alla retta: sono spesso la voce più pesante.

Rientrare in Italia: l'inserimento in classe

Chi ha frequentato scuole all'estero e vuole iscriversi a una classe successiva alla prima delle superiori segue l'art. 192, c. 3, del D.Lgs. 297/1994. Decide il consiglio di classe della scuola italiana, sulla base dei titoli conseguiti in scuole estere legalmente riconosciute. Lo studente deve avere un'età non inferiore a quella di chi ha seguito regolarmente gli studi in Italia e dimostrare una preparazione adeguata sul programma della classe a cui aspira. Il consiglio di classe può chiedere prove nelle materie che indica.

Per i minori stranieri in obbligo scolastico vale anche l'art. 45 del D.P.R. 394/1999: l'iscrizione si può chiedere in qualunque momento dell'anno e, di norma, avviene nella classe corrispondente all'età. Il collegio dei docenti può deliberare una classe diversa, considerando l'ordinamento del Paese di provenienza, le competenze accertate e il titolo posseduto.

Documenti da preparare prima del rientro

  • Pagelle e certificati di tutti gli anni frequentati all'estero, con indicazione delle materie studiate.
  • Una descrizione del sistema scolastico frequentato, utile al consiglio di classe per valutare il percorso.
  • Gli eventuali titoli conclusivi ottenuti, anche intermedi.

Chiedi alla scuola italiana, prima del rientro, quali traduzioni o attestazioni richiede: le norme raccolte qui non le elencano e ogni istituto può chiedere documenti diversi. Se le prove d'ingresso mostrano lacune, l'esame di idoneità resta una strada per recuperare, con il limite di due anni in uno: la procedura è spiegata negli esami di idoneità.

Il diploma italiano fuori dall'Italia

Il diploma rilasciato al termine della maturità è lo stesso per candidati interni ed esterni. Il suo riconoscimento in un altro Paese, invece, dipende dalle regole di quel Paese e dell'università a cui ti iscrivi: le norme italiane raccolte in questo sito non se ne occupano. Informati presso l'ateneo di destinazione prima di scegliere l'indirizzo. Se valuti una preparazione a distanza, leggi la pagina sul recupero anni online.

Domande frequenti

Sì, lo studio può avvenire ovunque, con materiali propri o con un ente di preparazione a distanza. La domanda si presenta online all'Ufficio scolastico regionale, anche con un'identità digitale europea eIDAS. Gli esami però si sostengono in presenza nella scuola italiana assegnata dall'USR, quindi vanno messi in conto i viaggi.

Sì. L'USR assegna il candidato esterno a una scuola statale o paritaria del comune di residenza o, in mancanza, della provincia o della regione. Lì si svolgono l'eventuale esame preliminare e la maturità. Anche le prove INVALSI e la formazione scuola-lavoro richiesta ai candidati esterni vanno organizzate tenendo conto della presenza in Italia.

Possono esserlo. Per iscriversi a una classe successiva alla prima delle superiori, il consiglio di classe valuta i titoli conseguiti in scuole estere legalmente riconosciute, secondo l'art. 192, c. 3, del D.Lgs. 297/1994. Può chiedere prove nelle materie che ritiene necessarie. La decisione spetta alla scuola italiana, non è automatica.

Pagelle e certificati degli anni frequentati all'estero, eventuali titoli ottenuti e le informazioni sul sistema scolastico di provenienza. Il consiglio di classe valuta età e preparazione, e può fissare prove. Per i minori stranieri l'iscrizione è possibile in qualsiasi momento dell'anno. Chiedi in anticipo alla scuola quali traduzioni o attestazioni vuole.

Dipende dal Paese e dall'università di destinazione, che stabiliscono le proprie regole di ammissione per i titoli esteri. Le norme italiane sul diploma non se ne occupano. Prima di scegliere l'indirizzo, verifica i requisiti dell'ateneo che ti interessa: alcuni chiedono materie specifiche o certificazioni linguistiche.